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L’Italia un'eccellenza con il 73% della produzione europea. Il Lazio, la regione più virtuosa assieme alla Lombardia.

ITC-Farma-newsROMA - Si chiama nutraceutica quella disciplina coniata dallo studioso americano Stephen De Felice nel 1989 che mette assieme la farmaceutica e lo studio consapevole della nutrizione. Parliamo del cosiddetto food o più comunemente degli integratori alimentari che sono diventati un vero e proprio fenomeno che registra ogni anno una crescita esponenziale di produzione e genera un giro d'affari di 3,3 miliardi di euro solo nel nostro Paese. Il Lazio e la Lombardia fanno da capofila in questo settore strategico sia per produzione che per consumi. D’altra parte, come diffuso dall’indagine "La filiera italiana dell'integratore alimentare”, presentata recentemente alla Camera dei Deputati, si parla di un mercato che ha conquistato la fiducia non solo dei consumatori, ma anche dei medici che ne prescrivono sempre più l’uso. Tuttavia, la vera eccellenza del Made in Italy in questo settore è rappresentata dal contract manufacturing, ovvero dalla produzione conto terzi, diventato un modello industriale adottato da importantissime multinazionali che guardano all’Italia come una risorsa tra le più competenti al Mondo, a conferma della qualità che il ciclo produttivo esprime. La ITC Farma, con le nuove nuove tecnologie di cui dispone, con un laboratorio innovativo di sviluppo e ricerca, attraverso il quale sono nate strategiche collaborazioni con la ricerca universitaria, è in grado di soddisfare gran parte delle richieste di mercato inclusa la messa a punto di nuove formulazione nell’ambito nutraceutico. Come spiega il dott. Guglielmo Frontini, direttore dello stabilimento ITC Farma, “con la nostra esperienza decennale e con le nuove strutture di cui ci siamo dotati, la nostra azienda è in grado oggi di aprirsi a nuovi mercati, integrandosi perfettamente ad ogni esigenza. Oltre alla produzione prevalente della farmaceutica il food rappresenta un segmento importantissimo, sia in termini di sviluppo che di qualità. Oggi nell’area food siamo in grado di trattare 800 chilogrammi di polveri per ogni giornata lavorativa utilizzati per il riempimento di bustine oppure per essere trasformati in compresse o capsule, il tutto poi opportunamente confezionato. Insomma - conclude Frontini - oggi, attraverso la dinamica intrapresa da importanti investimenti industriali, siamo pronti anche alla sfida della nutraceutica: un mercato sempre più presente nel nostro vivere quotidiano.”

L’industria farmaceutica di Pomezia si dota di un laboratorio di eccellenza

ITC Farma punta alla massima innovazione dei processi produttiviROMA - Innovazione tecnologia, ricerca accademica e capacità imprenditoriale che guarda ben oltre le proprie aspettative: sono questi gli ingredienti che fanno il punto di forza di ITC Farma che si è recentemente dotata di un laboratorio e di strumenti di ultimissima generazione tecnologica. Si tratta di un vero e proprio percorso virtuoso sul quale ITC Farma ha voluto puntare, rinnovando le modalità della sua produzione e, nel contempo, dotandosi di un laboratorio di ricerca e di tecnologia farmaceutica, unico nel suo genere con una strumentazione dalle altissime prestazioni scientifiche che calano perfettamente in un settore strategico come quello farmaceutico. Non a caso la ricerca, lo sviluppo e il costante monitoraggio della qualità avranno un ruolo determinante attraverso la collaborazione fattiva dell’Università e precisamente con il Prof. Silvio Massimo Lavagna e la Prof.ssa Daniela Secci della Facoltà di Farmacia e Medicina de "La Sapienza" di Roma e dello staff farmaceutico diretto dal direttore dello stabilimento dott. Guglielmo Frontini e dal dott. Stefano Di Manno, direttore della qualità di ITC Farma. A fare da sfondo, quindi, le tecnologie di ultima generazione con le quali sarà possibile intensificare e aprirsi a più cicli produttivi, ottimizzando i processi di ricerca in un’ottica di qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale. Una vera e propria rappresentazione di eccellenza dal respiro internazionale che darà sicuramente un impulso importante al quadrante farmaceutico pontino.

Quando la sinergia tra industria e ricerca accademica produce eccellenza

ITC-Farma-e-Universita-Sapienza--un-impulso-di-crescita-e-competitivita-per-il-PaesePOMEZIA - La sinergia tra ricerca accademica e industria può produrre degli effetti positivi, sia in termini di competenza che di sviluppo economico, per lo sviluppo del Paese. Uno degli esempi calzanti è la collaborazione scientifica e tecnologica che si è venuta a creare tra il Dipartimento di Chimica e tecnologia del Farmaco dell’Università la Sapienza e la ITC FARMA. Due importanti realtà che hanno deciso di costruire assieme un percorso virtuoso, partecipando al Bando regionale Life 2020 per potenziare e accrescere conoscenze e competenze e puntare verso obiettivi strategici utili sia per una crescita in un’ottica di innovazione che per il posizionamento competitivo sul mercato internazionale. “Gli obiettivi raggiunti - spiega il Prof. Silvio Lavagna - sono andati ben oltre le nostre aspettative. Un risultato importante raggiunto anche grazie alla collaborazione del Prof. Bruno Botta, direttore del Dipartimento di Chimica e tecnologia del Farmaco, del Prof. Alberto Boffi e della Prof.ssa Daniela Secci. Un ulteriore conferma che stiamo andando nella direzione giusta”. “Le nuove tecnologie di cui ci siamo dotati - puntualizza il dott. Guglielmo Frontini, Direttore di Stabilimento in ITC Farma - elevano la nostra capacità ad un livello qualitativo e innovativo presenti solo nelle grandi imprese farmaceutiche. Inoltre - conclude Frontini - la creazione dell’area di ricerca permetterà ad ITC l’ottimizzazione di processi già esistenti, la velocizzazione delle attività di process e di method transfer molto importanti per quelle aziende, come la nostra, che fanno del contract manufacturing il proprio core business e lo sviluppo di nuove classi di Farma.”

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